Spiritualità in alta quota
Un itinerario tra natura, fede e stupore, spingendosi fino ai vertici dell’Appennino, tra il Corno Grande e il Corno Piccolo. Dalla frazione di Paganica, si entra nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, incontrando luoghi di spiritualità come il Santuario della Madonna d’Appari, la Chiesa dei Santi Crisante e Daria e la Madonna di Valleverde.
Il cammino prosegue fino ad Assergi, con le chiese di Santa Maria Assunta e San Franco, per poi condurre alla Grotta a Male e all’Eremo di San Franco, immersi nel silenzio delle montagne. A completare l’esperienza, la visita ai Laboratori del Gran Sasso e la salita a Campo Imperatore, dove l’altopiano si apre in tutta la sua maestosità.

Alle porte di Paganica sorge la Chiesa di San Giustino, uno dei luoghi di culto storici del territorio aquilano. La sua origine risale al IX secolo e nei secoli ha conosciuto ampliamenti e trasformazioni che ne hanno arricchito il carattere architettonico.
All’interno colpisce l’ evocativa cripta a tre navate, vero gioiello di spiritualità e arte, mentre decorazioni lapidee e affreschi testimoniano epoche e stili che vanno dall’età romana al Rinascimento.
Paganica, frazione più popolosa dell’Aquila, custodisce anche altri tesori: la Chiesa dell’Immacolata, la Parrocchiale dell’Assunta e Villa Di Costanzo. Da qui si apre la porta verso il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, da cui prende avvio il percorso verso le alte vette.


Con i suoi 150.000 ettari, è uno dei parchi più estesi d’Italia e racchiude una straordinaria varietà di paesaggi, flora e fauna. Montagne possenti, borghi millenari e testimonianze storiche convivono in un territorio che unisce natura selvaggia e cultura millenaria.
Il Parco comprende tre catene montuose: il Gran Sasso d’Italia, i Monti della Laga e i Monti Gemelli. Al centro si innalza il Corno Grande, con i suoi 2.914 metri la vetta più alta degli Appennini, simbolo di maestosità e bellezza.
Un ambiente unico, che invita alla contemplazione e al contatto diretto con la natura.

Immerso nella natura, poco fuori Paganica, si trova il Santuario della Madonna d’Appari, luogo di culto tra i più incantevoli del territorio aquilano. La chiesa, costruita tra il XIII e il XIV secolo, sembra quasi fondersi con la roccia viva su cui poggia, in una posizione scenografica lungo il corso del torrente Raiale.
All’interno, un ciclo di affreschi accompagna il visitatore in un viaggio esperienziale e artistico tra fede popolare e bellezza senza tempo.




A pochi chilometri dal borgo di Filetto sorge la Chiesa dei Santi Crisante e Daria, autentico gioiello del romanico abruzzese. Eretta alla fine del XII secolo, è giunta fino a noi in tutta la sua sobria armonia architettonica.
Gli affreschi che un tempo ne impreziosivano le pareti, oggi preservati in museo, testimoniano l’importanza storica e artistica di questo luogo. Visitare la chiesa significa immergersi in un’atmosfera intatta, che racconta con semplicità la devozione di un intero territorio.
Alle pendici del Monte Intagliata si incontra la Chiesa della Madonna di Valleverde, luogo caro alla devozione popolare e ricco di opere d’arte. Citata persino in un poema ottocentesco, tramanda memorie di fede e di vita.
Poco più avanti si apre il borgo medievale di Camarda, uno dei 99 castelli fondatori della città dell’Aquila, affacciato sulla pittoresca Valleverde. Circondato da boschi secolari e dal fiume Raiale, conserva ancora oggi il fascino delle sue origini, con edifici di epoche diverse raccolti entro l’antica cinta muraria e con la caratteristica Piazza del Treo, segnata da un orologio ottocentesco dall’aspetto insolito e raffinato.

Splendido borgo racchiuso da mura medievali, Assergi è stato per secoli la porta d’accesso alle ascensioni sul Gran Sasso. Al suo interno si eleva uno dei capolavori del romanico abruzzese: il complesso delle due chiese sovrapposte, dedicate a Santa Maria Assunta e a San Franco.
Santa Maria Assunta, risalente al XII secolo, colpisce per la facciata romanica e l’abside che si affaccia a picco sulla roccia. L’interno a tre navate è arricchito da affreschi e decorazioni lapidee che raccontano secoli di storia. Da qui si accede alla chiesa inferiore di San Franco, che conserva le reliquie del Santo in una splendida urna d’argento e smalti, capolavoro dell’oreficeria sulmonese quattrocentesca.
All’esterno della cinta muraria si trova il Convento di San Francesco, oggi sede dell’amministrazione del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

A pochi chilometri da Assergi si apre la Grotta a Male, una delle cavità naturali più importanti del Gran Sasso. Profonda 85 metri e lunga circa 600, colpisce per la bellezza delle sue formazioni di stalattiti, dei piccoli laghi interni e per l’atmosfera che avvolge i visitatori.
Oltre al fascino naturalistico, la grotta ospita un rilevante patrimonio archeologico, con testimonianze che risalgono dal V al II millennio a.C. La sua storia è legata anche all’esploratore bolognese Francesco De Marchi, che la visitò nel 1573, il giorno dopo aver compiuto la prima conquista storicamente documentata dell’Appennino: l’ascensione sul Corno Grande del Gran Sasso.


A breve distanza da Assergi si trovano gli eremi legati a San Franco, l’eremita del XII secolo venerato dai montanari abruzzesi per i suoi poteri miracolosi. Queste grotte, immerse nel paesaggio rupestre, sono da secoli meta di escursioni e pellegrinaggi.
La tradizione racconta che qui San Franco pregò affinché sgorgasse l’acqua in una terra arida. Ancora oggi quella sorgente, nota come Acqua di San Franco, continua a scorrere nel vallone del Vasto ed è circondata da un’aura di devozione, celebrata per le sue virtù curative.


Nel cuore del massiccio del Gran Sasso d’Italia si trova il più grande centro sotterraneo di ricerca scientifica del mondo: i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Qui circa un migliaio di scienziati, provenienti da oltre 30 Paesi, studiano i misteri dell’universo attraverso esperimenti sulla fisica dei neutrini e sulla materia oscura.
La collocazione unica, protetta da 1.400 metri di roccia, garantisce un ambiente a bassissima radioattività naturale, ideale per indagini di frontiera. I laboratori si estendono in tre imponenti sale sotterranee, collegate all’esterno dal traforo autostradale, dove scienza e natura si incontrano in uno scenario davvero straordinario.


Ai piedi del Gran Sasso si trova Fonte Cerreto, punto di partenza per salire verso Campo Imperatore. Qui ha sede la stazione inferiore della funivia che, in meno di otto minuti, porta i visitatori dai 1.120 ai 2.117 metri dell’altopiano, uno scenario unico per sport invernali e passeggiate estive.
Nei pressi della stazione superiore sorge l’albergo che nel 1943 fu teatro della celebre liberazione di Benito Mussolini, uno degli episodi più noti della Seconda Guerra Mondiale. Accanto si trovano l’Osservatorio astronomico, il Giardino botanico alpino con specie rare dell’Appennino e la pittoresca Chiesa della Madonna della Neve, riconsacrata da Papa Giovanni Paolo II.
Un luogo dalle atmosfere uniche.
