L’Aquila di Celestino V
Al centro d’Italia, l’Abruzzo aquilano si distingue come un territorio unico, dove la natura è protagonista assoluta. Un vero e proprio paradiso terrestre, capace di unire le vertiginose cime del Gran Sasso, del Monte Velino, con le meraviglie del Parco del Gran Sasso – Monti della Laga, del Parco Regionale Sirente-Velino, delle innumerevoli riserve naturali, con le magnificenze artistiche dell’Aquila e la fascinosa collana di borghi che la circondano.
Un territorio tutto da vivere!
La fondazione dell’Aquila, a metà del XIII secolo, fu un evento unico per l’Europa del tempo: una città interamente pianificata, nata non dalla volontà di un sovrano, ma dall’iniziativa collettiva dei villaggi pedemontani del Gran Sasso.Gli abitanti, uniti dal desiderio di sicurezza e autonomia, diedero vita a una città fortificata. Benedetta dall’impulso spirituale di
Papa Celestino V e dalla protezione di Carlo II d’Angiò, conobbe un rapido sviluppo economico e politico.
Nei secoli successivi la città affrontò dominazioni straniere, terremoti, guerre e pestilenze, conoscendo fasi di decadenza ma anche di rinascita, dal Risorgimento alla Liberazione.
Il terremoto del 2009 ha segnato un nuovo punto di svolta: oggi il centro storico dell’Aquila, tra i più vasti d’Italia rappresenta il simbolo della resilienza e della forza di una comunità che continua a guardare al futuro.

La prima “opera d’arte” da ammirare è l’Aquila stessa, nel suo insieme. Una città che mostra ancora le ferite ma conserva la griglia viaria medievale, rimasta pressoché invariata dalla fondazione, rendendo la città una straordinaria testimonianza di urbanistica razionale e armoniosa.
Ogni angolo merita uno sguardo: dalle grandi basiliche ai palazzi, dalle piazze alle fontane, dai musei alle biblioteche, dai quartieri antichi ai centri di ricerca moderni. Più di 1.300 edifici vincolati raccontano secoli di storia e stili che spaziano dal Medioevo al Novecento.
Tra i luoghi simbolo spiccano i complessi medioevali della Basilica di Collemaggio, della Fontana delle 99 Cannelle, il cinquecentesco Forte Spagnolo la sede del Museo Nazionale d’Abruzzo – e la Basilica di San Bernardino da Siena, capolavori che coniugano fede, arte e memoria collettiva.


Fondata alla fine del Duecento da Pietro da Morrone, divenuto poi Papa Celestino V, la Basilica di Collemaggio rappresenta il vertice dell’architettura abruzzese d’ispirazione spirituale. Nei secoli terremoti e restauri hanno modellato il suo profilo, lasciando un suggestivo connubio di stili.
La facciata a mosaico di pietra bianca e rossa è un simbolo universale dell’Aquila, così come il mausoleo rinascimentale che protegge le spoglie di Celestino V. Ma il cuore spirituale del monumento è la Porta Santa, che ogni anno si apre per ventiquattr’ore durante la Perdonanza, il giubileo istituito dallo stesso Celestino V.
Non è un caso che proprio da qui, dalla Basilica di Collemaggio, partano idealmente i cammini e gli itinerari che raccontano la storia, la fede e la bellezza del territorio aquilano.

