Dalle catacombe al Santuario di Giovanni Paolo II
Un itinerario che ripercorre l’evoluzione della spiritualità cristiana dalle origini ai giorni nostri. Si parte da San Vittorino, con la Chiesa di San Michele Arcangelo e la Catacomba, per arrivare al sito di Amiternum, cuore della romanità in Abruzzo.
Salendo verso le montagne si incontrano il Convento di San Nicola, il borgo di Arischia e gli scenari verdi del lago di Campotosto. Il percorso si conclude al Passo delle Capannelle, fino alla chiesetta di San Pietro della Ienca, luogo caro a Giovanni Paolo II e oggi santuario a lui dedicato.
Un cammino che guida il visitatore attraverso secoli di bellezza e devozione.

Il borgo di San Vittorino, frazione dell’Aquila, nacque nel XII secolo attorno alla Chiesa di San Michele Arcangelo, che conservava le reliquie del martire Vittorino. L’edificio, sorto intorno al 1170 su una precedente chiesa altomedievale e modificato nel tempo, conserva all’interno affreschi e decorazioni di epoche diverse, arricchite da materiali provenienti dalla storica città romana di Amiternum.
Sotto la chiesa si apre la Catacomba di San Vittorino, uno dei più importanti cimiteri cristiani sotterranei d’Abruzzo, realizzato a partire dal V secolo. Un percorso articolato tra vani e gallerie, decorato da affreschi e iscrizioni, che conserva intatta l’atmosfera dei primi secoli del cristianesimo e offre al visitatore un viaggio unico nelle radici della fede.



Poco oltre San Vittorino si trovala storica città di Amiternum, di origine sabina e poi importante centro romano della Valle dell’Aterno. Qui, nell’86 a.C., nacque lo storico Gaio Sallustio Crispo, figura di spicco dell’età cesariana.
Oggi sono visibili il teatro di età augustea, l’anfiteatro (I-II secolo d.C.) e resti di edifici tardo-imperiali, testimonianze preziose di una città che ha segnato la storia dell’Abruzzo secolare.


Immerso nei boschi e risalente al XIV secolo, il Convento francescano di San Nicola si erge in una posizione panoramica straordinaria, con viste a 360° sul paesaggio circostante. Luogo solitario è da sempre rifugio di silenzio e contemplazione, ideale per chi cerca pace e raccoglimento.

Borgo di origine romana e tra i 99 fondatori dell’Aquila, Arischia racchiude imponenti mura megalitiche note come Murata del Diavolo. Qui ha sede anche il centro visite del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, con lo straordinario Museo del Legno, che racconta la tradizione artigiana locale.
Ogni anno, la seconda domenica di ottobre, il borgo si anima con la storica Fiera di Ottobre, dedicata al mondo equino e alle tradizioni rurali.



Circondato da paesaggi mozzafiato, il Lago di Campotosto è il più grande bacino artificiale d’Abruzzo e uno dei più vasti d’Europa. Nato dalla confluenza del Rio Fucino, è oggi meta ideale per vacanze all’insegna della natura, grazie all’aria salubre e alla ricca fauna lacustre.
Base perfetta per escursioni nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Parco dei Monti Sibillini, il lago è anche un punto di riferimento per la vela, con condizioni simili ai più rinomati campi di regata. Le sue acque alimentano tre importanti centrali idroelettriche, unendo bellezza e funzionalità.

Attraversando i pascoli verdi del vallone del Vasto si incontrano insediamenti legati alla tradizione pastorale aquilana. Tra questi, il Casale Cappelli, teatro di un episodio della Resistenza nel 1943, edificato nel XVIII secolo dalla famiglia Cappelli su terreni già appartenuti agli Ienca.
Il Casale Ienca rappresenta invece una delle ultime testimonianze delle comunità che contribuirono alla fondazione dell’Aquila. Accanto, la Masseria Cappelli, sorta sulle fondamenta di una fortificazione medievale, oggi è cuore di un sistema agrituristico che valorizza le radici agricole e pastorali del territorio.


Arroccato su uno sperone roccioso nel vallone del Vasto, il borgo di San Pietro della Ienca, tra i più arcaici nuclei che contribuirono alla fondazione dell’Aquila, ha ritrovato nuova vita negli ultimi decenni.
Il cuore del borgo è la piccola chiesa medievale di San Pietro, trasformata nel 2011 in Santuario dedicato a San Giovanni Paolo II, che qui si recò più volte in preghiera. Oggi è meta di numerosi pellegrini e visitatori da tutto il mondo, attratti dal suo forte valore spirituale e dal contesto naturale di straordinaria bellezza.
L’edificio, semplice e raccolto, conserva affreschi trecenteschi e un’atmosfera intima che rende questo luogo una vera perla del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, dove natura e fede regnano.


Il Gran Sasso ha rappresentato per Papa Giovanni Paolo II non solo un luogo di bellezza naturale, ma anche un rifugio dello spirito. Numerose furono le sue visite, ufficiali e private, che negli anni hanno testimoniato l’affetto profondo per queste montagne e per la loro gente.
A San Pietro della Ienca, luogo semplice e raccolto, immerso tra i monti e i boschi, Giovanni Paolo II trovava un legame indissolubile tra contemplazione e silenzio.
Il desiderio di rendere visibile e duraturo questo rapporto speciale si concretizzò il 17 luglio 1999, con la solenne inaugurazione della Stele per Giovanni Paolo II, opera dello scultore Antonio Quaranta. La stele è divenuta segno permanente della predilezione papale per i monti d’Abruzzo e punto di riferimento per pellegrini e visitatori che, ancora oggi, vi riconoscono un luogo di memoria e spiritualità viva.


Il 18 maggio 2005, in occasione di quello che sarebbe stato l’85° compleanno di Papa Giovanni Paolo II, uno dei torrioni del maestoso massiccio del Gran Sasso d’Italia è stato intitolato alla sua memoria: la Cima Giovanni Paolo II.
Situata a 2.424 metri di altitudine lungo la Cresta delle Malecoste, accanto al Pizzo Cefalone, la cima è ben visibile dalla Chiesa di San Pietro della Ienca, luogo caro al Papa. Così, le vette più alte degli Appennini mantengono vive per sempre il ricordo del Pontefice che tanto amò queste montagne.
Il Gran Sasso conserva così la memoria di due Papi: Giovanni Paolo II e Pio XI, al quale già nel 1929 fu dedicato il Picco Pio XI, vicino al Pizzo Intermesoli. Un legame unico inciso per sempre nella pietra delle sue cime.


Le frequenti visite di Giovanni Paolo II a San Pietro della Ienca hanno ispirato non solo l’intitolazione della vicina Cima a lui dedicata, ma anche la creazione del Sentiero Papa Wojtyla, che collega i due luoghi.
Si tratta di un itinerario escursionistico impegnativo, adatto a camminatori esperti, che si snoda lungo la sponda sinistra della Valle del Vasto, tra gli scenari più selvaggi e incontaminati del versante occidentale del Gran Sasso.
Il percorso regala panorami sempre più ampi man mano che si sale, con viste spettacolari sui due versanti della catena montuosa. La ricchezza della flora e l’incontro frequente con i camosci rendono questo sentiero un’esperienza unica.



Ogni anno, nella prima metà di agosto, il borgo di San Pietro della Ienca si anima con la festa storica “Ci Vediamo alla Ienca”. La giornata si apre con la Messa Solenne nel Santuario dedicato a Giovanni Paolo II e prosegue con spettacoli, musica e momenti di convivialità che coinvolgono l’intera comunità.
L’evento si conclude con gli incantevoli fuochi pirotecnici al tramonto, che illuminano le montagne del Gran Sasso in un’atmosfera unica, fatta di tradizione e gioia condivisa.
